VIOLA E ARANCIO

Viola come felpa e t-shirt che vedete qui sopra. Arancio come l’iniziativa che presentiamo oggi.

Viola, perché oggi è la Giornata Mondiale dell’epilessia. Viola è il suo colore ufficiale. Ci conviviamo, giorno dopo giorno ma anche notte dopo notte, da più di 7 anni. Epilessia, un evento che arrivò improvviso, quando Leonardo stava per compiere 3 anni e ci cambiò completamente la vita. La chirurgia per l’epilessia salvò la vita di Leonardo (ne scrissi qui su Medium, La nostra storia con l’epilessia. Adesso diamoci un taglio). C’è però ancora molto da fare per informare in modo corretto su cosa sia l’epilessia.

C’è ancora molto da fare per eliminare lo stigma e fare inclusione vera.

Ed ecco che, fedele al mio motto connecting the dots, mi collego all’arancione.

#NoEsonero. L’inclusione non si fa fuori!

Oggi viene presentata l’iniziativa #NoEsonero. L’inclusione non si fa fuori! organizzata dal Comitato #NoEsonero. Con l’entrata in vigore del Decreto Interministeriale 182/2020 sono state introdotte alcune novità in tema di sostegno scolastico. E, dunque, di inclusione.

Chi mi conosce sa che mi piace essere sempre trasparente al massimo. Chi non mi conosce… ora lo a lo stesso :)

Vedo punti positivi, ma anche aspetti meno positivi.

Tabelle con ore di sostegno prestabilite, assegnate per fasce a seconda dell’entità delle difficoltà. Debito di funzionamento sulle capacità, dice il testo. Avrei da ridire sia sui termini — debito di funzionamento, come se se parlassimo di meccanismi — sia sull’automaticità di una tabella che, a mio modesto avviso, davvero fa difficoltà nell’andare a braccetto con un approccio all’inclusione ed al sostegno che vogliano essere personalizzati.

Il GLO Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione è ora “composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori […]”. La formulazione è diversa rispetto a prima. I genitori risultano ora partecipanti. Qui, quanto meno, difetta l’italiano se l’intento era quello di comporre un gruppo di lavoro dove, ognuno per le sue competenze, ci si confrontasse per raggiungere obiettivi comuni, nell’interesse dell’alunno/a. Il rischio? Che la disposizione, presa alla lettera, porti a “partecipanti di serie B” in questo gruppo di lavoro che, invece, dovrebbe fare della sinergia piena la sua ragion d’essere.

L’indicazione puntuale nel PEIPiano Educativo Individualizzato — delle ore che l’alunno/a passa in laboratorio o altri spazi. Che la pratica abbia visto e veda, purtroppo, troppi alunni/e passare molto tempo fuori dal gruppo classe, è un dato di fatto. Posso capire l’intento di costringere ad indicare, nero su bianco, le ore effettive in cui non si resta nel gruppo classe, ma una buona prassi vorrebbe che alla domanda “L’alunno/a è sempre nel gruppo classe con i compagni?” la risposta fosse un Sì. Con, a fianco e ove rispondente alla realtà dei fatti, l’indicazione che fuori dalla classe si trascorre solo il tempo strettamente necessario alle attività di potenziamento o recupero. Perché sì, potenziamento e recupero sono attività che può ben essere necessario mettere in atto. Queste, non l’estrapolazione aprioristica dal contesto classe.

E arriviamo all’esonero. Previsto solo in casi estremi, per esclusiva decisione del Consiglio di Classe. Davvero, essendo il PEI per definizione un Piano Educativo Individualizzato, non è possibile una programmazione che riesca a venire incontro alle potenzialità, ed ovviamente ai limiti, del singolo? Dall’esonero derivano alcune conseguenze di non poco conto, nella secondaria di secondo grado: non parliamo più di PEI semplificato, ma di PEI differenziato. Il PEI differenziato non assicura, per definizione, il raggiungimento degli obiettivi minimi. Gli obiettivi minimi sono obiettivi ridotti, ma sempre riconducibili a quelli ministeriali. Gli obiettivi differenziati, invece, sono obiettivi didattici formativi non riconducibili ai programmi ministeriali. In pratica? Con un PEI differenziato non è possibile ottenere il diploma, si riceve un attestato di crediti formativi.

Mi si dirà che anche senza esonero, con un PEI differenziato, il diploma non è ottenibile. Assolutamente vero! L’ho detto, mi piace essere trasparente e chiaro :) Ma l’esonero comporta, in più, il dover organizzare le ore che restano scoperte. Quali attività verranno svolte? Dove e con chi verranno svolte? Non sarebbe possibile un PEI differenziato senza dover ricorrere ad esoneri? Pensiamoci, ma davvero.

Il titolo dell’iniziativa è una sintesi.
Il payoff una sferzata.
Come è giusto che sia.

C’è altro oltre all’esonero, l’ho scritto. Parlando di sostegno ed inclusione scolastica il tema sarebbe ancora più ampio. Potremmo parlare, per esempio, di alcuni aspetti relativi alle nuove valutazioni introdotte alla scuola Primaria. Ma, come in tutte le sintesi, bisogna arrivare all’essenza. Forse anche provocare. Non però una provocazione fine a se stessa, ma uno stimolo ad una seria riflessione.

Perché se l’inclusione, quella vera, non inizia a scuola, non possiamo pensare che inizierà magicamente dopo.

#inclusione #sostegno #sostegnosempre #sostegnoascuola #epilessia #epilepsyday #epilepsy #nevergiveup

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Maurizio Piacenza / Brand & Communication Design

Communication projects that stand for something / Organizer of Epilepsy? Cut it out! / Co-organizer of Kerning conference / Connecting the dots is my motto